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14 SET 2018

Il mondo al Palaflorio: Giorno 3

Lo spettacolo del volley mondiale al Palaflorio giunge al terzo giorno tra straordinarie giocate in campo e grande divertimento sugli spalti.

Il primo match in programma è quello tra le due outsider della pool C che più hanno messo in difficoltà le big nei primi due giorni di gara: il Camerun, capace di superare i campioni d’Africa della Tunisia e di far penare per almeno un set la fortissima Serbia e l’Australia, che dopo aver impegnato la formidabile Russia ha addirittura strappato un punto agli USA. La partita, equilibrata ed emozionante non tradisce le attese: leoni e canguri lottano su ogni pallone sin dalle primissime battute. L’approccio al match più convincente è quello del team africano che prende in mano le redini della gara conducendo la prima frazione per tutta la sua durata (25-21). Ma il sogno della formazione del continente nero di balzare sorprendentemente in testa alla classifica della pool C si infrange sulla veemente reazione della squadra oceanica, che, lentamente ma inesorabilmente entra in partita mettendo in mostra le sue doti tecniche superiori. Gli africani non mollano, ma non basta per evitare la rimonta dell’Australia che vince i successivi tre set conquistando tre importantissimi punti sulla via della qualificazione alla fase successiva (25-17; 25-22; 25-20).

Nel match serale si rivede in campo la straordinaria Russia dopo il giorno di riposo di ieri: per Muserskiy e soci, il confronto con i campioni d’Africa della Tunisia è la grande occasione per prendersi la vetta della graduatoria provvisoria della pool C. E la compagine biancorossoblu non se lo fa ripetere due volte. C’è un po’ di equilibrio solo nella prima metà della prima frazione, poi la partita è una specie di monologo in cui tra servizi-bomba, attacchi potentissimi e muri da paura il team campione d’Europa fa davvero impressione (25-19; 25-6; 25-19). Missione primo posto in classifica raggiunto, senza colpo ferire e senza perdere nemmeno un set: non che ce ne sia bisogno, considerate le immense qualità tecniche, ma non è che San Nicola, protettore di tutte le Russie e patrono di Bari, ci stia mettendo lo zampino?

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