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13 SET 2018

Il mondo al Palaflorio: Giorno 2

Dopo la scorpacciata della giornata inaugurale, la grande festa del volley mondiale al Palaflorio continua con due gare attesissime e dall’esito molto meno scontato di quello che può sembrare sulla carta.

Il match di apertura è quello tra i favoritissimi USA di Andersen e Christensen e la volenterosa Australia, battuta nettamente dalla Russia all’esordio. Si potrebbe pensare a un match a senso unico, ma così non è e a beneficiarne è il pubblico del palazzetto del capoluogo pugliese che si gode l’ennesimo spettacolo straordinario. Sin dalle prime battute si capisce che gli aussies non hanno nessuna voglia di fare da sparring partner: i campioni a stelle e strisce devono sudare non poco per portare a casa un primo set equilibrato ed emozionante (25-23). Più netto il predominio statunitense nella seconda frazione, condotta per tutta la sua durata (25-20). Sul 2-0 sembrerebbe fatta per il team americano. E invece la caparbietà e la voglia di vincere degli australiani si manifestano in tutto il loro splendore a partire dal terzo parziale, mentre Sanders e soci cominciano inesorabilmente a patire anche lo sforzo fisico del durissimo match vinto ieri sera e conclusosi a tarda ora con la Serbia. Il team gialloverde rimonta, rimettendo la gara in equilibrio (25-22; 25-23) ed esaltando gli spettatori sugli spalti. Ma il sogno oceanico di sgambettare i fortissimi rivali si spegne nel set decisivo, quando gli USA danno fondo a tutte le loro rilevantissime risorse fisiche e mentali per centrare la seconda vittoria al tie-break su due partite fin qui disputate nel mondiale italo-bulgaro (15-10). Segno di grandissima solidità. Ma quanto conterà il punto strappato loro dagli indomiti aussies nell’economia di questa incerta e spettacolare pool C?

I primi a trarne vantaggio possono essere proprio i serbi di coach Grbic, che nella seconda gara di giornata possono provare a raggiungere in classifica gli USA, loro castigatori al debutto. Per farlo devono superare i leoni indomabili del Camerun, già adottati dal pubblico barese nel derby africano con la Tunisia. Stavolta però sugli spalti c'è più equilibrio, visto che la tifoseria serba è nutrita e rumorosa come si deve. L'equilibrio, a sorpresa, c'è anche in campo, quantomeno nel primo set in cui la rappresentativa del continente nero costringe i competitivi slavi ai vantaggi: a spuntarla, dopo un'autentica girandola di emozioni sono Atanasijevic e compagni (30-28), ma che fatica! Tirato un bel sospiro di sollievo, la partita della Serbia si mette decisamente in discesa nella seconda e nella terza frazione: i ragazzi di Grbic alzano il livello del loro gioco e per i simpatici africani cala il sipario (25-16, 25-17).

Ma l'immagine-simbolo di questo secondo giorno mundial al Palaflorio non ritrae una bella schiacciata o un gesto tecnico da applausi (e pure se ne sono visti tanti anche oggi): è la fratellanza che si crea sugli spalti tra gente lontana che si avvicina parlando il linguaggio universale dello sport e della pallavolo. Origini diverse, cultura diversa, stessa autentica passione: this is volleyball!

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