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12 SET 2018

Il mondo al Palaflorio: Giorno 1

La grande attesa è terminata: Bari torna ad essere mondiale quattro anni dopo i campionati del mondo di pallavolo femminile disputatisi sempre qui al Palaflorio con le azzurre a far innamorare il pubblico pugliese e ventotto anni dopo i campionati del mondo di calcio delle notti magiche. Ed esattamente come accadde nel ’90 gli sportivi baresi “adottano” sin da subito la nazionale del Camerun, sostenendo a gran voce il team dei leoni indomabili supportato anche da un coloratissimo gruppetto di connazionali, nel derby africano con la Tunisia che apre il programma della Pool C della massima kermesse internazionale di volley maschile. E il tifo del pubblico palazzetto di viale Archimede, già nutrito e caloroso alle due del pomeriggio, aiuta la squadra camerunense a compiere la prima piccola impresa di questo mondiale: a imporsi infatti sono proprio i centrafricani con un perentorio 3-0 (25-20; 28-26; 25-21) sul team di coach Antonio Giacobbe, che partiva con i favori del pronostico non fosse altro che per l’essere campione d’Africa in carica.

Il match tra le due rappresentative del Continente Nero è un gustoso antipasto di un menù di giornata ricchissimo che prevede a seguire il debutto mundial di una delle squadre più attesa, la Russia dei formidabili Muserskiy e Mikhailov, una delle favorite della manifestazione organizzata congiuntamente tra Italia e Bulgaria. E il team guidato da coach Shlyapnikov non tradisce le attese, battendo col massimo scarto la volenterosa Australia che riesce ad impegnare i fortissimi avversari solo nelle prime due frazioni (25-21; 25-20; 25-16). Impressionante la fisicità della compagine biancorossoazzurra (la coppia dei centrali, Muserskiy-Volvich, è composta da atleti alti rispettivamente 218 e 213 centimetri!), eccellente anche il tasso tecnico con gli spettatori del Palaflorio, tra i quali numerosissimi quelli provenienti dalla Russia a spellarsi le mani per le straordinarie giocate ad alta quota di Butko e compagni. Superarli non sarà semplice per nessuno. Buona comunque la gara degli aussies, anche loro sostenuti da tanti tifosi australiani al seguito.

Il piatto forte è però senza dubbio Stati Uniti-Serbia, ultimo match di giornata. Il colpo d'occhio del Palaflorio è superlativo con la tribuna colma di passione. Il tifo è a maggioranza slava, con tanti sostenitori del team di mister Nikola Grbic giunti direttamente dalla Serbia a fare un frastuono non da poco per incitare i propri beniamini. Molti dei quali giocano in Italia e possono pertanto contare sul sostegno di tanti fans giunti da ogni parte dello Stivale (Perugia c'è, ricorda uno striscione di alcuni tifosi di Atanasijevic). Ma anche i supporters statunitensi o simpatizzanti yankees non mancano di far sentire la loro voce per le bordate di Anderson, i palleggi di Christenson e i muri di Holt (i quali ultimi due, pure, conoscono già il parquet del Palaflorio per averlo calcato nella scorsa stagione in SuperLega). Spettacolo sugli spalti a fare da degna cornice ad uno spettacolo straordinario in campo. La partita è bellissima sin dalle prime battute, con giocate superlative da ambo le parti e un'altalena di emozioni per il punteggio con continui capovolgimenti. Alla fine a spuntarla sono gli Stati Uniti al tie-break (25-14; 14-25; 21-25; 25-20; 15-10), ma soltanto dopo aver sudato le proverbiali sette camicie con la necessita di dare fondo a tutte le proprie risorse tecniche e mentali per superare una Serbia perfetta fino almeno alla terza frazione.

La prima giornata è andata: che meraviglia!

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